Giulia

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With grace in my heart and flowers in my hair.

Relais Sant'Uffizio

Quest’anno più che mai la bella stagione sta portando con sé un susseguirsi di ponti meravigliosi per concedersi un weekend fuori porta. Senza andare troppo lontano, nel cuore del Monferrato e delle Langhe, in Piemonte, ti consiglio questa perla dove ho avuto modo di passare qualche giorno di puro relax e dove ho lasciato il cuore.

Il Relais Sant’Uffizio è una tenuta del XVI secolo recentemente ristrutturata conservandone però il fascino di un tempo. Se sei un’amante della buona cucina, del buon vino e delle vacanze all’insegna del relax e della natura, scommetto che ti piacerà!

Il complesso principale mantiene il fascino di un’antica dimora di campagna, con la pietra a vista, grandi vetrate, le imposte azzurre polvere e glicini e roseti che si arrampicano ovunque. Per un attimo ci si dimentica di essere a pochi chilometri da Milano, l’atmosfera che si respira è quella della profonda Provenza.

La nostra era una camera su due piani, con delle bellissime travi a vista in legno sbiancato e la vista sui tetti e la campagna.

Relais Sant'UffizioRelais Sant'UffizioRelais Sant'Uffizio

La prima chicca del Relais è la SPA, aperta sul bosco intorno grazie alle grandi vetrate. Non è enorme, per questo consiglio di frequentarla nei giorni e negli orari meno affollati, ma completa di tutto e molto curata.

Abbiamo provato un paio di massaggi, il mio preferito è quello alla testa… da sciogliersi.

Relais Sant'UffizioRelais Sant'UffizioRelais Sant'UffizioRelais Sant'Uffizio

Il complesso è articolato tra vari edifici, è stato divertente giocare a vagare tra i corridoi e i saloni, per sentirsi una dama d’altri tempi.

La colazione si fa nella limonaia, dove si ritrovano ancora le grandi vetrate. Quando è bel tempo, la luce che la avvolge è incredibile. La cena invece è alla carta e viene servita nel ristorante, penso aperto anche alla clientela esterna. La cucina rispetta la tradizione (immancabile la Fassona) ma strizza un occhio al gourmet, sia nell’impiattamento che negli abbinamenti.

Relais Sant'UffizioRelais Sant'Uffizio

Dopo qualche ora di relax alla SPA, si possono prendere le biciclette messe a disposizione dal Relais e fare una scampagnata nei dintorni. La struttura è immersa nel verde quindi basterà girare l’angolo per ritrovarsi in mezzo a campi, sentieri di ciottoli e colline. Oppure, se la temperatura lo permette, si può usufruire della piscina all’aperto. O ancora passeggiare tra i giardini del Relais, che alterna angoli boschivi quasi selvaggi ad altri super curati con siepi e labirinti.

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A presto!

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Mamie Gateaux Bistrot Paris

Quando viaggio una delle attività che preferisco è scovare posticini deliziosi e provare le prelibatezze del luogo. Al pari delle attrazioni e dei negozi da visitare, ristoranti, cafè e bistrot affollano la mia “to do list” settimane prima della partenza. Non solo per golosità o vocazioni da esteta, ma perché penso che la vera essenza di una città la si scopri soprattutto a tavola, quando una buona conversazione e un buon bicchiere di vino prendono il sopravvento sul tram tram quotidiano.

Allora è lì, seduta al tavolino di un cafè su un boulevard affollato, che osservo l’espressione dei passanti, intercetto stralci di conversazioni in lingue che non sempre comprendo, interpreto menu, modi di fare, sorrisi, saluti diversi dai miei. E mi sento sempre un po’ più parte di questo nostro bellissimo e stranissimo mondo.

Prediligo i posti piccoli e informali, poco conosciuti dai turisti, di atmosfera ma non troppo eleganti (viaggio sempre piuttosto leggera e non voglio pensare a un outfit elegante per la sera, senza contare che spesso ci fermiamo a mangiare tra un giro e l’altro, con tanto di macchina fotografica, sneakers e sacchetti al seguito). Riuscire a conciliare queste caratteristiche con prezzi abbordabili è un’impresa davvero ardua, specialmente nel centro delle grandi città!

A Parigi due posti mi hanno conquistata nella nostra ultima visita: due bistrot, uno perfetto per un brunch o una pausa pranzo leggera e gustosa, l’altro ideale per una cena a base di buona carne e vino rosso.

Per il pranzo ti consiglio Mamie Gâteaux, al 66 di Rue du Cherche-Midi, una delle vie più belle di Saint-Germain-des-Prés, uno dei miei quartieri preferiti.

Ti accoglierà una carta da parati a fiorellini e il sorriso del personale. In un’atmosfera vintage e rilassata, che ricorda quella di una cucina provenzale degli anni ’50, sono serviti piatti semplici ma gustosi: torte salate, zuppe e crumble di verdure. Immancabile un dolce a fine pasto: io ho scelto il crumble di mele e lamponi ed è il migliore che abbia mai provato. Attigua alla sala da tè c’è anche una piccola boutique di oggetti brocante, per non farsi mancare proprio nulla!

Mamie Gateaux Bistrot Paris

Mamie Gateaux Bistrot Paris

Mamie Gateaux Bistrot Paris

Mamie Gateaux Bistrot Paris

Mamie Gateaux Bistrot Paris

Mamie Gateaux Bistrot Paris

Mamie Gateaux Bistrot Paris

Mamie Gateaux Bistrot Paris

Per la sera invece ti consiglio Les Antiquaires, al 13 di Rue de Bac, nel quartiere Tour Eiffel/Invalides. Come suggerisce il nome ci troviamo nella zona degli antiquari di Parigi, dopo cena divertiti a sbirciare le vetrine delle botteghe per scovare pezzi d’antiquariato unici e particolarissimi!

Il locale è intimo e accogliente, tipicamente parigino, con piccoli tavolini da bistrot e arredi antichi. L’atmosfera è piacevole, conviviale, il menu non molto vario ma di buon livello. Ti consiglio l’anatra, un classico della cucina francese che non delude mai!

Les Antiquaires Bistrot Paris

Les Antiquaires Bistrot Paris

Les Antiquaires Bistrot Paris

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A presto!

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Muffin ai mirtilli

La ricetta di questi muffin viene dagli Stati Uniti, dritta dritta dalla piccola cucina sul lago della mia amica Lucie. Me la immagino, a guardare fuori dalla finestra, con in mano un cucchiaio di legno che mescola i muffin. La sua è una cucina semplice, materna e familiare, una coccola. Oggi la chiamiamo “comfort food”.

Ho pensato che non ci sia niente di meglio di questa coccola per iniziare la mattina di San Valentino. Puoi prepararli il giorno prima, e sorprendere il tuo amore portandogli la colazione a letto.

Sofficissimi e buoni, si fanno in 5 minuti senza bisogno di mixer o planetarie, basteranno due ciotole e un cucchiaio di legno. Anzi, meno si mescola l’impasto, meglio è!

Muffin ai mirtilli

Ingredienti

dosi per 12 muffin

225 g di farina 00

170 g di zucchero

un pizzico di sale

mezza bustina di lievito per dolci (8 g)

75 g di olio di semi (per me di girasole)

1 uovo

80 ml di latte (per me di soia)

125 g di mirtilli

Preparazione

Scalda il forno statico a 170°.

In una ciotola mescola gli ingredienti secchi: la farina, la zucchero, il lievito e il pizzico di sale. In un’altra fai lo stesso con quelli liquidi: l’uovo sbattuto, l’olio e il latte. Unisci gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescola velocemente. Il segreto per ottenere dei muffin leggeri e morbidi è quello di non mescolare il composto più del necessario: appena vedi che gli ingredienti sono ben amalgamati, fermati.

Aggiungi i mirtilli lavati e asciugati, mescola nuovamente e versa il composto nello stampo da muffin imburrato e infarinato, oppure nei pirottini di carta.

Cuoci in forno per 20/30 minuti, prima di sfornare fai la prova dello stecchino.

Note

  • Puoi sostituire i mirtilli con lamponi, gocce di cioccolato, mela a pezzetti o quello che ti suggerisce la fantasia!
  • Si conservano sotto una campana di vetro per qualche giorno.

Muffin ai mirtilli

Muffin ai mirtilli

Muffin ai mirtilli

A presto!

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Gratin di zucca

Ah, il magico poter del gratin… Quella deliziosa crostina dorata che ricopre qualsiasi ingrediente, facendolo diventare immediatamente mille volte più goloso. Unisci poi la croccantezza del gratin alla dolcezza della zucca, e otterrai un perfetto comfort food. La cena ideale per queste sere ancora gelide, quando si rientra a casa stanchi e infreddoliti e ci si vuole premiare con qualcosa di buono.

Ecco quindi a te la ricetta per una serata un po’ storta. Togli scarpe e cappotto, infila i piedi in un paio di calzettoni morbidi e caldi, apri una bottiglia di buon vino, accendi la tua playlist preferita e concediti una cucchiaiata di questo piatto meraviglioso. La serata prenderà subito tutta un’altra piega, promesso!

Gratin di zucca

Ingredienti

700 g di zucca

1 cipolla piccola

1 spicchio d’aglio

3 cucchiai di burro

120 ml di panna (per me di soia)

45 g di pane grattugiato

75 g di formaggio tipo Asiago

qualche filo di erba cipollina

noce moscata q.b.

sale e pepe q.b

Preparazione

Scalda il forno statico a 180°.

In una grande casseruola, sciogli due cucchiai di burro e rosola la cipolla affettata finemente e l’aglio intero. Quando sono ben dorati, aggiungi la zucca pulita e tagliata e fette sottili. Profuma con la noce moscata, il sale e il pepe e lascia cuocere la zucca fino a quando non sarà morbida, ci vorranno circa 5 minuti.

Elimina lo spicchio d’aglio e trasferisci la zucca in una teglia da 25 cm imburrata. Versa la panna, cospargi con il pane grattugiato e il formaggio e termina aggiungendo il rimanente burro a ciuffetti.

Cuoci in forno per 30 minuti, fino a quando non sarà ben dorato. Servi caldo guarnendo con un po’ di erba cipollina.

Note

  • Questa ricetta viene da “La mia cucina in campagna” di Mimi Thorisson, un bellissimo libro di ricette francesi del quale avevo già parlato in questo post sui miei libri di cucina preferiti.
  • Da brava francese, Mimi propone questo gratin come contorno alla carne. Per le nostre abitudini mediterranee, penso che l’abbinamento bistecca e gratin di zucca (e panne e formaggio!) sarebbe un po’ pesante. Io te lo consiglio quindi come piatto unico, accompagnato da un’insalata, oppure come antipasto per una cena importante. A me è capitato di servirlo anche come secondo alternativo alla carne per i miei ospiti vegetariani.
  • Come tutti i gratin, è ottimo anche riscaldato il giorno dopo.

Gratin di zucca

A presto!

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Ufficio rosa e grigio

Nelle ultime settimane mi sto occupando della sistemazione di una stanza non utilizzata della casa con il progetto di ricavarci il mio ufficio. A dirla tutta, la usiamo molto per gli usi più disparati: ci stendiamo, ci stiriamo, ci facciamo dormire gli ospiti e in generale di ammassiamo tutto ciò che non sappiamo dove mettere. Tutte queste utilissimi funzioni vanno mantenute, ma l’idea è di cambiarne l’arredamento e le finiture in modo che diventi il mio studio e all’occorrenza la stanza per gli ospiti.

Mi sono quindi messa alla ricerca di ispirazione. Prima di tutto, ho scelto la palette di colori: un rosa chiaro e polveroso, quasi antico, e un grigio tortora, accompagnati da tocchi dorati.

Ufficio rosa e grigio

Ufficio rosa e grigio
Ph. Oh Eight To Nine
Ufficio rosa e grigio
Ph. Gigi New York
Ufficio rosa e grigio
Ph. Studio Oink

Lo stile è quello che prediligo ormai da anni e ho cercato di dare a tutta la casa: un mix tra vecchio e nuovo, vintage e nordico, femminile e moderno, delicato e di carattere. Accosterò pezzi di arredamento antico e di recupero, come la scrivania – un vecchio scrittoio in legno dello studio di mio nonno, e le mensole – realizzate con assi di legno grezze di recupero, ad altri elementi nuovi, come gli scaffali e il divano letto.

Ufficio grigio e rosa
Ph: Lina Östling
Ufficio rosa e grigio
Ph. Nordic Design
Ufficio grigio e rosa
Ph. North Fashion

Bellissima l’idea di posizionare la scrivania davanti alla finestra, soprattutto se si apre su un giardino. Basterebbe guardare dritto per riposare lo sguardo osservando la luce che cambia, gli alberi e gli uccellini. La mia stanza dà sul giardino ma essendo la finestra una porta finestra non potrò seguire questa disposizione. Cercherò comunque continua ispirazione circondandomi di belle immagini e oggetti cari, che appenderò a una semplice bacheca di fil di ferro da attaccare sopra la scrivania.

Ufficio rosa e grigio
Ph. Interior Junkie
Ufficio rosa e grigio
Ph. Coco Kelley

Ultimamente sono stata contagiata anch’io dalla moda del velluto. Assolutamente no per quanto riguarda l’abbigliamento (o per lo meno, non ancora!), ma sarei felicissima di trovare una poltroncina dalle linee classiche in velluto rosa. Magari da un rigattiere o a un mercato delle pulci, per ridare vita a un oggetto ormai abbandonato.

Ufficio rosa e grigio
Ph. They All Hate Us

Visto che la stanza ha i soffitti molto alti, mi piacerebbe costruire una libreria che occupi parte della parete e che prosegua sopra la porta, fino al soffitto. Potrei usarla sia per i libri, ma anche per scatole piene di documenti, cancelleria, risme di carta e altre cose da non lasciare in bella vista.

Ufficio rosa e grigio
Ph. Dust Jacket

Sulla scrivania invece terrò tutto in ordine usando delle vecchie cassettine di legno abbinate a dei cestini in metallo dorato. Trovo vincente l’accostamento tra il calore del legno grezzo e del freddo del metallo!

Ufficio rosa e grigio
Ph. Cox + Cox
Ufficio grigio e rosa
Ph. Maisons du Monde

Infine, ho trovato delizioso questo progetto di fai da te: basta una semplice mensola – come quelle che si trovano a pochi euro da Ikea o al Brico, e della vernice. Bellissimo per dare vita a un angolo morto che non si può sfruttare in profondità!

Ufficio rosa e grigio
Ph. Kar Wey

A presto!

Firma Giulia

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Dopo più di anno dall’apertura del blog inauguro il capitolo “Beauty”, mia grande passione fin da quando ero piccolina e usavo di nascosto il rossetto della mamma. Alle medie avevo il permesso di mettere lo smalto solo nel weekend, mai e poi mai per andare a scuola. Ovviamente ogni domenica sera disubbidivo sistematicamente all’obbligo di toglierlo, e ogni lunedì mattina, a colazione, si assisteva al teatrino di me che facevo le acrobazie per nascondere le unghie colorate dietro alla scatola dei Corn Flakes. Poi, appena uscita di casa, tiravo fuori dallo zaino il rossetto rosa, regalo della zia Lalli, che si guadagnava così il titolo di “Zia Preferita”.

Inauguro la rubrica Beauty parlando delle mie 5 maschere viso preferite. Ce n’è davvero per tutte le tasche e per tutti i gusti: peel off, in crema, in tessuto, in polvere, idratanti, illuminanti, sebo-normalizzanti… In comune però hanno tutte la modalità di applicazione: sempre dopo la doccia o il bagno, in modo che i pori siano ben aperti. Un piccolo dettaglio che però fa la differenza! Le maschere cremose le spalmo con un pennello a setole fitte e poi le rimuovo con acqua tiepida e un pannetto in microfibra. L’ultimo risciacquo sempre con acqua fredda, per richiudere i pori (e svegliarmi!).

Partiamo quindi con la classifica:

Review maschera viso Boscia

1. Boscia, Luminizing Black Mask: questa è la mia maschera del cuore, scoperta durante la mia prima volta a New York e mai più abbandonata. Purtroppo costa parecchio (34$) e in Italia si trova a fatica, ma è uno dei pochissimi prodotti di bellezza che continuo a ricomprare con regolarità. Per fortuna dura a lungo, anche perché non la faccio più di una volta ogni 2 settimane. È la classica maschera peel off: appena applicata ha una consistenza appiccicaticcia e cremosa, asciugandosi diventa come un sottile strato di “plastica” da rimuovere delicatamente. Con lui viene via tutto ciò che di brutto avevo sul viso, lasciando la pelle pulitissima, luminosa, e con i pori minimizzati. Rimuovendola tira un po’, quindi evito di applicarla nelle zone più delicate del contorno occhi e labbra. L’effetto persiste per giorni, non è la classica maschera d’emergenza il cui effetto miracoloso dura il tempo di una serata.

Review maschera viso L'Oréal

2. L’Oréal, Maschera Detox Argilla Pura: anche questa è una maschera illuminante, a differenza della precedente però nella classica formulazione cremosa. Piacevolissima da stendere e profumata, va lasciata asciugare per circa 10 minuti (finché non cambia colore e inizia a “tirare”) e poi risciacquata con acqua. Mi piace molto perché non secca la pelle come altre maschere a base di argilla che ho provato in passato. Non ha lo stesso effetto WOW immediato di quella di Boscia, ma con un utilizzo costante ho notato che la pelle è molto più luminosa e compatta. Ottimo anche il prezzo, tra i 6 e i 10€ a seconda del punto vendita.

Review maschera viso Caudalie

3. Caudalie, Maschera Crema Idratante: non uso a cadenza settimanale le maschere idratanti perché applico già una crema notte molto ricca e normalmente per la mia pelle è sufficiente, ma in periodi in cui è particolarmente stressata (per esempio quando fa molto freddo, dopo una giornata di sole, o un viaggio in aereo), questa di Caudalie è perfetta. Io la sera ne applico uno strato spesso su tutto il viso, labbra e contorno occhi compresi. La lascio agire come se fosse un impacco intensivo anche una o due ore, ne rimuovo l’eccesso picchiettando un po’ di carta igienica e poi vado a dormire. La mattina la pelle è morbidissima, elastica e turgida. Anche questa a un prezzo onesto, intorno ai 15€.

Review maschere viso preferite

4. MISSHA, Real Solution Tencel Sheet Mask: tra le varie maschere in tessuto che ho provato, queste sono le mie preferite. Sono super imbevute di siero, infatti la lascio in posa molto più a lungo del tempo minimo consigliato, anzi spesso le uso davanti a un film, quindi anche per un paio d’ore. L’eccesso di siero che resta nella confezione non lo butto: me lo spalmo su collo, decolleté e anche il resto del corpo ringrazia! Non le uso regolarmente, le conservo per le occasioni speciali. Infatti danno un bellissimo effetto “appena sveglia dopo 10 ore di sonno beato”, purtroppo temporaneo, che però permette di presentarsi a un’occasione speciale in splendida forma. Costano intorno ai 3€ l’una e tra le varianti disponibili, le mie preferite sono quelle al Collagene, all’Acido ialuronico e al Vitamin Complex.

Review maschera viso Burt's Bees

5. Burt’s Bees, Pore Refinining Mask: termino la mia classifica con una maschera 100% naturale di un brand americano che amo moltissimo. Questa è a base di argilla verde ed è in polvere. Io la mescolo con un po’ di tonico fino a ottenere una crema, che poi spalmo su tutto il viso evitando il contorno occhi. La lascio agire al massimo 10 minuti, infatti l’argilla verde è più aggressiva di quella bianca (che invece troviamo nella maschera di L’Oréal). Per lo stesso motivo, la uso solo in periodi in cui ho una pelle particolarmente ribelle, che tende a lucidarsi nella zona T, e la trovo super efficace. Immediatamente la pelle è asciutta, compatta e uniforme. Anche questa l’ho acquistata negli Stati Uniti, ma recentemente ho visto che alcuni siti italiani hanno iniziato a trattare Burt’s Bees tra i propri marchi.

Spero di averti dato qualche spunto interessante! A presto!

Firma Giulia

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Fleux Concept Store Parigi
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Ecco l’ultimo indirizzo da non perdere per un pomeriggio di shopping nel Marais.

Dopo Mona Market e Merci, oggi ti porto da Fleux, un concept store paradisiaco per gli amanti dello stile nordico. A dir la verità i negozi sono ben quattro, uno accanto all’altro: tre dedicati alla decorazione d’interni, all’oggettistica e agli accessori e uno specializzato in arredo e illuminazione.

Come dicevo, lo stile di Fleux è spiccatamente scandinavo, infatti puoi trovare Normann Copenhagen, Ferm Living, House Doctor, Muuto e tanti altri brand più o meno conosciuti per questo stile. Bellissima la sua selezione di oggetti per la tavola, perfetta anche per trovare idee regalo sfiziose a budget contenuto.

Anche Fleux ha uno shop online, ma purtroppo sembra che non vi vengano estesi i saldi che invece erano presenti in negozio…

Come sempre ti lascio con qualche foto, questa volta direttamente di Fleux perché dopo una lunga giornata di foto, sono stata abbandonata sul più bello dalla batteria!

Questo era l’ultimo dei miei 3 concept store preferiti di Parigi, spero ti siano piaciuti. Tornerò a brevissimo con altri posticini deliziosi per pranzi e cene speciali.

A presto!

Firma Giulia

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Merci Concept Store Parigi
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Rieccomi con la seconda puntata dei miei 3 concept store preferiti di Parigi. Dopo il Mona Market, oggi ti porto da Merci, forse il più famoso concept store della Ville Lumière.

Anche lui nel cuore del Marais, Merci non è solo un negozio, ma anche un cafè/ristorante/libreria dove fare un brunch, un pranzo leggero o bere una tazza di tè leggendo un libro. In questo enorme spazio industriale, una volta una fabbrica di tessuti, ti perderai tra abbigliamento, accessori, libri, arredamento e complementi, oggetti bizzarri di ogni genere e di ogni prezzo. Tutto ciò che è di tendenza, da Merci si trova.

La prima buona notizia è che ha un reparto molto fornito anche da uomo, quindi se vai accompagnata non farai soffrire troppo il povero ometto di turno.

La seconda buona notizia è che vende anche online, e ora ci sono i saldi…

Ti lascio con qualche foto, buona visione e buono shopping!

A presto con l’ultimo negozio del cuore di Parigi!

Firma Giulia

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Mona Market Concept Store Parigi
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Ah, Paris…

Come diceva la canzone di quel vecchio musical di Broadway “Follies”:

New York has neon, Berlin has bars, but ah! Paris!
Shanghai has silk and Madrid guitars. But ah! Paris!
In Cairo you find bizarre bazaars. In London “pip! pip!” you sip tea.
But when it comes to love, none of the above compares, compris?

Sì, insomma, nessuna città batte Parigi in fatto di romanticismo. E anche di shopping, aggiungo io.

Ecco perché ho pensato di raccontarti quali sono i miei 3 concept store preferiti, così se non li conosci e ti capita di fare una vacanzina a Parigi, sai quali sono alcuni indirizzi assolutamente da non perdere! Non a casa tutti e tre sono nel Marais, uno dei miei quartieri preferiti, insieme a Saint-Germain-Des-Prés.

Dimentica le grandi catene e i boulevard trafficati, divertiti a gironzolare senza una meta tra le viette di questo quartiere magico, pieno zeppo di botteghe, atelier, negozi indipendenti e cafè. Ognuno con il proprio inconfondibile stile, perfetti nella propria semplicità o ecletticità. Questa è secondo me la Parigi più autentica, che entra nel cuore e dà dipendenza.

Il mio preferito è Mona Market, un concept store dall’animo gipsy e romantico. Ti sentirai a casa, infatti alcuni spazi di questo enorme negozio sono arredati davvero come angoli di casa, con tanto di angolo cucina e bagno. Che tu sia in cerca di un oggetto unico per la tua casa, un profumo, un’idea regalo, un bijoux o una corona di fiori, o anche solo di ispirazione, questo è il posto giusto. Deliziosa anche la zona dedicata ai più piccoli al piano superiore.

Ti lascio con qualche foto, pronta a sognare?

Mona Market Concept Store Parigi

Purtroppo questo è l’unico dei tre negozi che ti propongo che non ha uno shop online, ma sfoglia il suo profilo Instagram per una dose quotidiana di ispirazione.

A presto con altri due concept store del cuore a Parigi!

Firma Giulia

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Torta salata di spinaci

Rieccomi dopo una lunga pausa natalizia! Non che abbia fatto gradi cose, sono stata a Parigi per qualche giorno, ma tra amiche da salutare, pranzi e cene in famiglia, scambi di regali, nuovi progetti e influenze il tempo da dedicare al blog è stato davvero poco. Spero che anche tu abbia passato delle serene feste in compagnia delle persone che ami e passate a fare ciò che ami, e un inizio d’anno pieno di cose belle!

Torno però con una ricetta davvero deliziosa, una crostata salata con tantissimi spinaci e una brisée integrale super friabile e gustosa. Uno dei miei cavalli di battaglia: perfetta sia come piatto unico, accompagnata da una insalata mista, sia come antipasto per una cena più impegnativa. Piace sempre a tutti ed è anche un ottimo modo per far mangiare le verdure ai bambini!

Considerando la quantità di verdure, l’assenza di panna e la brisée integrale, tutto sommato possiamo considerarlo anche come un piatto sano adatto a chi, come me, sta cercando di porre rimedio ai bagordi natalizi. Ma senza rinunciare al gusto!

Torta salata di spinaci

Ingredienti

dosi per una tortiera di 24 cm

per la brisée:

200 g di farina integrale

90 g di burro freddo

1 pizzico di sale

2 o 3 cucchiai di acqua freddissima

per la farcia:

500 g di spinaci surgelati scongelati qualche ora a temperatura ambiente

150 g di Parmigiano Reggiano grattugiato

50 g di pinoli

2 uova

1 cipolla

1 dl di latte (per me di soia)

olio evo

Preparazione

Come prima cosa prepara la brisée: nel mixer unisci la farina, il pizzico di sale e il burro freddissimo tagliato a pezzetti. Avvia il mixer fino a formare un impasto sabbioso (ci vorranno pochi secondi). Inizia ad aggiungere l’acqua fredda di frigo un cucchiaio alla volta fino a quando non si formerà la palla di pasta. Avvolgila nella pellicola e lasciala riposare in frigorifero per mezzora.

Scalda il forno a 180° statico.

Mentre la brisée riposa, prepara la farcia: in una casseruola, fai rosolare la cipolla in un filo d’olio e aggiungi gli spinaci scongelati e strizzati. Lasciali cuocere per 10 minuti con un pizzico di sale. Aggiungi il latte poco prima di spegnere il fuoco.

In un padellino ben caldo, senza nessun condimento, fai tostare qualche minuto i pinoli.

In una ciotola sbatti le uova con il Parmigiano grattugiato, quindi unisci anche gli spinaci e i pinoli mescolando bene.

Tira la brisée e rivesti una teglia, bucherella il fondo con una forchetta e versaci la farcia. Cuoci in forno per 40 minuti fino a quando la crosta non sarà ben dorata.

Note

  • Per una versione più ricca, sostiuisci il latte con la panna fresca, e una parte del Parmigiano con pecorino.
  • Per una versione più leggera, invece, puoi preparare la brisée con l’olio evo invece che con il burro.

Torta salata di spinaciTorta salata di spinaci

A presto!

Firma Giulia

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