Ricetta pasta fredda peperoni arrosto mandorle cacioricotta

Esattamente come sono allergica ai contorni banali, così lo sono alle paste fredde trite e ritrite. Presenti le classiche pomodorini, mozzarella e basilico? Tonno, olive e pomodori? Piselli, prosciutto e würstel? Ok, una volta in capo a un’estate si può fare, ma poi mi stufo subito.

Questa pasta fredda (che però è ottima anche calda) trovo sia deliziosa nella sua semplicità. Pochi ingredienti, di ottima qualità, freschi e ben accostati. Ultimamente come avrai notato sono fissata con la frutta secca, la metto un po’ ovunque. Sono partita dalle mandorle, poi ho pensato che sarebbero state bene con una verdura saporita come i peperoni, arrostiti senza pelle e senza semi per essere digeribili. Infine ho aggiunto delle scaglie di questa cacioricotta buonissima acquistata in Salento.

Esperimento riuscito! L’ho proposta ai miei ospiti per un pranzo in giardino ed è stata molto apprezzata. Ecco a te questa ricetta semplicissima.

Ricetta pasta fredda peperoni arrosto mandorle cacioricotta

Ingredienti

dosi per 4 persone

350 g di pasta (per me fusilloni)

3 peperoni medi

100 g di mandorle a lamelle

100 g di cacioricotta

sale, pepe, olio evo q.b.

Un guanto da forno e dei sacchetti da alimenti per spellare i peperoni

Preparazione

Per fare i peperoni arrostiti, esistono diversi metodi. Io preferisco utilizzare il forno, mi sembra quello più rapido e meno sporchevole. Lava i peperoni, lasciali interi e con il picciolo, e adagiali sulla placca da forno coperta con la carta. Posiziona la teglia in alto e lascia cuocere a forno statico alla massima temperatura per circa mezzora. Durante questo tempo, rigirali spesso usando un guanto da forno, in modo da far abbrustolire bene tutti i lati. Non usare forchettoni o altro per rigirarli: rischieresti di forarli facendo fuoriuscire tutto il liquido e rendendo i peperoni secchi.

I peperoni sono arrostiti quando la buccia è uniformemente grinzosa. A questo punto, sempre col guanto, chiudili in un sacchetto da alimenti, chiudilo bene e lasciali riposare almeno 15 minuti.

Trascorso questo tempo, prelevane uno alla volta e spellalo. Ci vuole un po’ di pazienza, lo so! Sciacquati spesso le dita sotto l’acqua, ma non cedere alla tentazione di bagnare anche i peperoni. Lavandoli perderebbero quel fantastico aroma di abbrustolito!

Una volta eliminata tutta la pelle, con un coltello apri il peperone, elimina picciolo e semini e taglialo a striscioline.

Il resto della ricetta è semplicissimo: cuoci la pasta, scolala e condiscila con un filo d’olio, i peperoni arrostiti, le mandorle a lamelle, aggiusta di pepe e guarnisci con le scaglie di cacioricotta.

Note

  • Vista la lungaggine della procedura per fare i peperoni arrostiti, ti consiglio di fare tanti peperoni e conservare quelli che non usi subito in freezer, una volta scongelati torneranno come appena fatti! In alternativa puoi trovarli già pronti sott’olio.
  • Questa pasta la faccio spesso fredda, ma è ottima anche calda!

Ricetta pasta fredda peperoni arrosto mandorle cacioricotta
Ricetta pasta fredda peperoni arrosto mandorle cacioricotta
Ricetta pasta fredda peperoni arrosto mandorle cacioricotta

A presto!

Firma Giulia

 

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Ricetta ragù alla bolognese | Where Pretty Happens

Si dice che alla base dell’arcobaleno ci sia una pentola piena d’oro. Anch’io ho trovato un tesoro in una pentola, in una casseruola da ragù per l’esattezza.

Ormai è un anno che la mia nonnina non c’è più. Ho ereditato da lei le sue batterie di pentole e i servizi di piatti, di cui andava fierissima, avendo passato tutta la vita a cucinare. Proprio dentro una di queste ho trovato le sue ricette, scritte alla rinfusa su foglietti ingialliti che profumano ancora di zucchero e di uova. Alcune non hanno nemmeno un titolo o un procedimento, ma solo le dosi, scritte in fretta su un foglietto dell’agenda del telefono dietro dettatura di un’amica.

Queste sono le ricette con cui sono crescita, le mie madeleines di Proust. In onore della nonna e di tutti i ricordi felici che mi ha regalato, inauguro una nuova rubrica qui sul blog: Le ricette di nonna Iolanda.

Se ripenso alla mia infanzia, ai pomeriggi a casa dei nonni, agli abbracci morbidi e caldi, c’è un odore che prima di tutti mi torna in mente: l’odore del ragù mescolato a quello della nonna.

Il ragù dalle mie parti è un’istituzione. A casa dei miei nonni è sempre stata l’unica alternativa quando si trattava di condire la pasta, lunga corta o ripiena. Tanto che quando sono arrivati i supermercati moderni e i sughi pronti, l’unica innovazione entrata nella loro cucina è stato il pesto alla genovese. Che però i miei nonni chiamavano “il ragù verde”.

Ricordo ancora quando per la prima volta la nonna Iolanda provò a condire i tortelloni di ricotta e spinaci con un semplice sugo al pomodoro, probabilmente “contagiata” dall’ingresso in famiglia di mia madre, emiliana solo di adozione e ben poco tradizionalista nei gusti (infatti dopo qualche anno diventò vegetariana). Apriti cielo! La conserva di pomodoro serviva solo come ingrediente del ragù, non godeva di dignità propria. Mio nonno non approvò per nulla questo esperimento e che io ricordi non fu mai più replicato.

Ma a bada i ricordi, ecco a te la ricetta del ragù di nonna Iolanda, che è poi quello del ragù originale alla bolognese. La caratteristica di questo ragù è di contenere pochissimo pomodoro e di cuocere senza brodo o altri liquidi, così che raggiunga una consistenza molto omogenea e quasi cremosa. Sulla pasta non scivola, ma la avvolge colorandola in un tutt’uno di sapore e meraviglia.

Ricetta ragù alla bolognese | Where Pretty Happens

Ingredienti

dosi per 6 persone

1 carota

1 cipolla

1 costa di sedano

700 grammi di macinato misto di maiale e manzo

mezzo bicchiere di vino bianco

50 grammi di burro

5 o 6 cucchiai di passata di pomodoro

mezzo bicchiere di latte

olio evo

sale

pepe

Ricetta ragù alla bolognese | Where Pretty Happens

Preparazione

Trita la carota, la cipolla e il sedano e mettili a soffriggere in un dito d’olio caldo in una casseruola con il fondo spesso (1). Io ho usato una casseruola in ghisa, perfetta per le cotture lunghe.

Quando il soffritto è ben rosolato, aggiungi la carne e lasciala dorare fino a quando non cambierà colore. Ora sfuma con il vino bianco, alza la fiamma e lascialo evaporare (2).

Ora aggiungi il burro e un po’ di sale, circa una presa (3). Non esagerare con il sale in questa fase, aggiusterai il ragù di sale a fine cottura.

Dopo circa 10 minuti, aggiungi il pomodoro (4).

Copri il ragù, sposta la casseruola sulla fiamma più bassa che hai e lascialo cuocere per almeno 3 ore, mescolandolo spesso e controllando che non si attacchi. In caso di necessità, aggiungi poca acqua calda per volta, non dovrebbe servirtene più di un bicchiere. Stando su una fiamma bassa e coperto, il ragù dovrebbe cuocersi dentro il suo stesso liquido, prodotto dalla carne e dal pomodoro (5), senza essere annegato da litri di brodo o pomodoro: è questo il segreto del vero ragù alla bolognese, che farà sì che sia uniforme e quasi cremoso.

Verso la fine della cottura, aggiungi il latte per stemperare l’acidità del pomodoro e aggiusta di sale (6).

Il ragù è pronto! Lo capisci quando il liquido è del tutto assorbito e la consistenza è perfettamente omogenea: non riuscirai più a distinguere la carne e il pomodoro (7).

Se possibile, lascialo riposare fino al giorno dopo. I sapori si mescoleranno meglio e la consistenza diventerà perfetta, quasi come quella di un paté (8).

Dalle mie parti si dice che il ragù non è buono se non si attacca. Confermo! Ovviamente non parliamo di un dito di carbone sul fondo della pentola, ma dello strato sotto del ragù che si abbrustolisce leggermente. Questo gli dona un saporino in più che lo completa. Senza non è la stessa cosa! Infatti, soprattutto quando faccio grandi quantità che si asciugano più lentamente, a un certo punto alzo la fiamma per un paio di minuti, giusto il tempo che la carne sotto inizi ad attaccarsi.

Ricetta ragù alla bolognese | Where Pretty Happens

Note

  • Conserva il ragù in barattoli di vetro, puoi anche congelarlo. Tiralo fuori dal freezer il giorno prima, tornerà come appena fatto.
  • Questo ragù si aggrappa alla pasta in modo meraviglioso, ovviamente scegli una pasta all’uovo oppure una pasta corta di grano duro ben frastagliata. È la base perfetta anche per le lasagne.
  • È ottimo anche sui crostoni integrali!
  • Nella ricetta originale del ragù alla bolognese, depositata dalla delegazione bolognese dell’Accademia Italiana della Cucina presso la Camera di Commercio di Bologna, al posto del macinato di maiale c’è la pancetta. Però la nonna Iolanda l’ha sempre fatto con il macinato e ti assicuro che già così è una goduria (e poi, diciamocelo: è già abbastanza calorico!).
  • Nelle foto vedi una dose doppia rispetto alla ricetta che ti ho scritto perché quando lo faccio ne faccio sempre per un reggimento. Unica accortezza: più aumenti le dosi, più il ragù tenderà a restare umido e ad assorbire lentamente i liquidi. Quindi sono necessari tempi di cottura più lunghi e non c’è quasi mai bisogno di aggiungere acqua.

Ricetta ragù alla bolognese | Where Pretty Happens

Ricetta ragù alla bolognese | Where Pretty Happens

Ricetta ragù alla bolognese | Where Pretty Happens

A presto!

Firma Giulia

 

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Risotto di zucca cremoso

Ancora zucca?! Eh lo so, ma ci piace troppo… Poi nella cassetta di frutta e verdura biologiche che ogni settimana ci facciamo portare c’è quasi sempre, quindi in questa stagione non passano più di 3-4 giorni senza che ci cucini qualcosa. Così ho anche la scusa per fare queste bellissime lanterne di zucca.

Il risotto di zucca è un grande classico, una ricetta semplice che funziona sempre. In ogni casa c’è una ricetta diversa, anch’io ne ho provate tante prima di arrivare a perfezionare questa davvero golosa. Tutti quelli che lo assaggiano si sorprendono per la sua cremosità. Il segreto? Usare tanta zucca e cuocerla prima in forno nel modo che ti spiegherò. Con questa cottura ti verrà un risotto cremosissimo senza bisogno di mantecarlo con tanto burro e formaggio, così teniamo sotto controllo le calorie. Poi il profumo della salvia e del rosmarino gli danno una nota in più.

Risotto di zucca cremoso

Ingredienti

dosi per 4 persone

1 zucca da 1 kg circa (quelle rotonde verdi sono più saporite) 

1 rametto di rosmarino

4/5 foglie di salvia

350 g di riso Carnaroli 

1 scalogno

1 bicchiere di vino bianco

1 l di brodo vegetale bollente

100 g di Parmigiano Reggiano

20 g di burro

sale e noce moscata

olio evo

Preparazione

Riscalda il forno statico a 180°.

Pulisci la zucca e taglia la polpa in cubotti. Fodera una teglia con la carta da forno e disponici la zucca. Aggiungi un trito di rosmarino e salvia e un pizzico di sale. Non aggiungere olio.

Cuoci in forno per circa 20 minuti fino a quando la zucca sarà morbida ma non abbrustolita.

Versa un cucchiaio d’olio in una padella antiaderente. Quando l’olio è caldo aggiungi lo scalogno tritato finemente e lascialo imbiondire.

Aggiungi tutto il riso e lascialo tostare per qualche minuto. Il segreto per un risotto cremoso è il riso ben tostato, non avere paura a lasciarlo dorare leggermente!

Quando il riso è tostato, sfuma con il vino bianco. Alza la fiamma e lascialo evaporare mescolando continuamente.

Una volta che il vino è assorbito, riabbassa un po’ la fiamma e comincia ad aggiungere un mestolo di brodo bollente alla volta. Aspetta che il riso l’abbia assorbito prima di aggiungerne un altro, mescola spesso.

Dopo circa 10 minuti, aggiungi la zucca cotta e ben calda. Continua a mescolare e aggiungere brodo. Parte della zucca si scioglierà, formando una cremina, parte invece resterà a pezzetti morbidi.

Quando il risotto è cotto, spegni il fuoco e aggiungi il Parmigiano Reggiano grattugiato e il burro. Mescola per farlo mantecare. Aggiusta di sale e insaporisci con un pizzico di noce moscata.

Note

  • La zucca più saporita è quella rotonda verde, ti consiglio di usare questa.
  • La zucca, una volta tagliata a pezzi, può essere conservata in freezer. Ti basterà scongelarla all’occorrenza e cuocerla come di consueto.

Risotto di zucca cremoso

Risotto di zucca cremoso

A presto!

Firma Giulia

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Risotto al Chianti e radicchio

Il radicchio è una di quelle verdure che non amo alla follia, ma ha un colore così meraviglioso che finisco sempre per comprarlo quando lo vedo spuntare tra le cassette del mercato.

Ci sono poi dei sapori che si sposano talmente bene, da far pensare che Madre Natura quando li ha creati già pensava alla loro unione. È il caso della storia d’amore nata oggi nella mia cucina tra il radicchio rosso e il Chianti.

Risotto al Chianti e radicchio

Ingredienti

dosi per 4 persone

400 g di riso Carnaroli

500 g di radicchio rosso

1 scalogno

1 bicchiere di Chianti

1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

1 l di brodo bollente

30 g di burro

3 cucchiai di Parmigiano Reggiano

sale

Preparazione

Scalda in una padella un cucchiaio d’olio e fai soffriggere brevemente lo scalogno. Quando lo scalogno è dorato, aggiungi il riso e lascialo tostare per un paio di minuti. Irrora con il Chianti, alza la fiamma e lascialo evaporare.

Ora aggiungi anche il radicchio tagliato a listarelle e inizia ad aggiungere un mestolo di brodo alla volta, abbassando la fiamma e mescolando con cura, finché il riso non sarà cotto. Aggiusta di sale se necessario.

Spegni il fuoco e manteca il risotto con il burro e il Parmigiano Reggiano. Lascia riposare per un minuto prima di servire.

Note

  • Mezzo chilo di radicchio subito ti sembrerà davvero tanto, ma non temere, non è troppo! Una volta cotto ridurrà di molto il suo volume.
  • Io ho usato un brodo leggero fatto con il dado e non c’è stato bisogno di aggiungere altro sale. Usando il brodo fatto in casa – più saporito di quello fatto con il dado – è necessario aumentare di mezzo bicchiere il Chianti per non perdere il suo sapore.

Risotto al Chianti e radicchio

Risotto al Chianti e radicchio

A presto!

Firma Giulia

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